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Facebook e Twitter bloccano Trump perché fa disinformazione sul virus

Fb ha rimosso un post della pagina del presidente americano. L’altro social ha bloccato l’account della campagna presidenziale

Continuano le tensioni tra Donald Trump ed i social network. Facebook ha deciso di rimuovere per la prima volta il post di un video apparso sul profilo della campagna elettorale Trump 2020, ripreso da una intervista di Fox News, nel quale il presidente americano motivava la necessità di riaprire al più presto le scuole con il fatto che i bambini sarebbero “virtualmente immuni” dal coronavirus. Una teoria che non ha fondamento scientifico. «Si tratta di contenuti che contengono affermazioni false e dannose che violano le nostre regole sulla disinformazione», spiega il social che ha rimosso il video dopo quattro ore che era stato postato, visualizzato già da circa mezzo milione di persone. Un vero e proprio cambio di rotta dato che il fondatore Mark Zuckerberg, ha sempre sostenuto che i social network non hanno il diritto di ergersi ad arbitro dell’informazione, tant’è vero che ad aprile non ritenne di dover rimuovere un video nel quale il presidente Trump suggeriva agli americani di ingerire candeggina o di esporsi alle luci ultraviolette per contrastare il virus.

Ma Facebook non è il solo ad essersi scagliato contro il numero uno della Casa Bianca. Twitter ha bloccato temporaneamente l’account della campagna di Trump, con la motivazione che contiene alcuni tweet che fanno disinformazione sul Coronavirus, soprattutto quello sui bambini. L’account Trump2020 resterà bloccato e non potrà postare nuovi tweet fino a quando il post ritenuto falso non verrà rimosso, una procedura normale per Twitter rispetto alle regole che la piattaforma si è data per combattere i messaggi falsi o violenti. Non è la prima volta che accade su un tweet del presidente americano.

Insomma dopo la bufera della frode bancaria (leggi qui), Trump torna a far parlare di sé ed ancora una volta non in modo positivo.

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA

LEGGI ANCHE: Maxi processo ai “Big Tech”, l’Antitrust li accusa di troppo potere e controllo

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