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Wall Street scommette sul piano di aiuti usa ed apre in rialzo

Contrastato l’Europa. Solo Milano viaggia bene

Wall Street scommette su piano stimoli Usa ed apre positiva, con il Dow Jones che avanza di oltre 140 punti circa (+0,50%), a 28.332 punti; il Nasdaq sale dello 0,45%, a 11.530, lo S&P 500 fa +0,64% a 3.448 punti.

Tra i titoli bene Intel dopo l’accordo che il colosso dei chip americano ha raggiunto con il produttore sudcoreano SK Hynix per la vendita della sua divisione di memory chip NAND, per un valore di 9 miliardi di dollari.

Male invece IBM, che scende del 3%. La trimestrale ha messo in evidenza il terzo trimestre consecutivo di cali per il fatturato sceso a $17,56 miliardi.

Sotto i riflettori anche Procter&Gamble, in rialzo dopo la pubblicazione dei risultati di bilancio, che hanno messo in evidenza una trimestrale migliore delle attese. Il colosso dei beni al consumo ha anche alzato le stime sull’anno fiscale 2021. In particolare, nel primo trimestre fiscale, gli utili netti si sono attestati a $4,28 miliardi, o $1,63 per azione. Gli analisti avevano previsto un attivo per azione di $1,42. Il fatturato è salito a $19,32 miliardi, rispetto ai $17,80 miliardi del primo trimestre fiscale del 2019, meglio dei $18,38 miliardi precedenti.

Le principali Piazze continentali sono invece contrastate, mentre Milano si spinge in rialzo grazie agli acquisti sulle banche, in fermento in tutta Europa al traino del +2,6% di Ubs a Zurigo dopo la trimestrale (leggi qui). Guadagnano così terreno anche Banco Bpm, Bper, Intesa Sanpaolo, Unicredit  ma la maglia rosa, fuori dal paniere principale, è Banca Mps.

Per quanto riguarda il dossier autostrada, se l’attesa dell’offerta da parte di Cassa Depositi e Prestiti per il riassetto di Aspi aveva spinto le quotazioni Atlantia ai massimi da inizio settembre in area 15,3 euro (guarda qui), la presentazione della proposta in asse con Blackstone e Macquarie sta facendo fare retromarcia in Borsa complici secondo qualche operatore l’assenza di dettagli sui valori economici e i tempi ancora lunghi che l’operazione richiede. «Non piace il fatto che la proposta non includa anche il prezzo offerto, che è subordinato alla trattativa dei prossimi giorni per arrivare al memorandum of understanding entro il 28 ottobre – spiegano dalle sale operative. – Inoltre nelle ultime sedute il titolo aveva beneficiato degli acquisti del fondo Tci che ora probabilmente si sono fermati». 

Sul mercato valutario si rafforza l’euro: il cambio con il dollaro torna sopra quota 1,18 e si attesta a 1,1813 (da 1,1782 ieri). La moneta unica europea vale anche 124,78 yen ( 124,26 ieri), mentre il biglietto verde si attesta a 105,68 yen (105,45). La sterlina corregge dopo la corsa della vigilia dovuta agli spiragli sul negoziato Brexit tra Londra e Bruxelles: la valuta britannica tratta a 0,9132 per un euro (da 0,9071) e a 1,2929 dollari (da 1,2984).

di: Maria Lucia PANUCCI

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