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Covid, è stretta sull’Europa. Altri Paesi pensano al lockdown. Ed in Pakistan arresto per chi non porta la mascherina

L’appello in Italia del presidente del Comitato tecnico scientifico: “Ridurre tutti i contatti a rischio e limitare le occasioni di contagio”

L’ultimo dpcm varato da Conte in Italia che ha scatenato non poche polemiche (leggi qui), sembra niente a confronto di quello che hanno deciso Francia e Germania. Come sappiamo, i due principali Paesi europei tornano in lockodwn, il primo da domani (guarda qui), il secondo dal 2 novembre (approfondisci qui).

E purtroppo la diffusione esponenziale del virus sta mettendo a dura prova anche gli altri Paesi. Chiusure anche in Spagna, ma per il momento soltanto a livello regionale. Lo stato d’emergenza varato dal premier Pedro Sanchez qualche giorno fa ha dato la libertà alle Regioni di chiudere i propri confini se necessario. Madrid, Castilla-La Mancha e Castilla y León hanno deciso ieri sera di blindare le loro frontiere fino al 9 novembre. Altre 6 Regioni lo avevano già fatto: Navarra, La Rioja, Aragon, Asturias, Euskadi e Murcia. L’Andalusia si pronuncerà nelle prossime ore e la Cantabria ha annunciato che il provvedimento è allo studio. In Spagna è in vigore un coprifuoco nazionale dalle 23 della sera alle 6 della mattina successiva. Le autorità locali possono decidere se far slittare l’orario di inizio o fine della misura di un’ora. Limitate anche le riunioni e gli incontri, con al massimo 6 persone, a meno che non siano conviventi.

Prende nuove misure la Svizzera: Da oggi in tutto il Paese bar e ristoranti dovranno chiudere alle 23, i corsi universitari si svolgeranno solo online e gli incontri privati nella cerchia familiare o di amici non dovranno riunire più di 10 persone con la mascherina. La protezione per naso e bocca viene resa obbligatoria e sono vietati gli eventi pubblici con più di 50 persone.

Nuovo triste primato in Belgio che, superando la Repubblica Ceca, è diventato quello più colpito nel Vecchio continente: con 5.924 pazienti ricoverati negli ospedali del Paese è stato superato il picco registrato il 9 aprile scorso (5.759 ricoverati) durante la prima ondata. Le persone in terapia intensiva sono attualmente 993, un livello che si sta pericolosamente avvicinando al massimo (1.235) raggiunto in primavera. E per il secondo giorno consecutivo i morti hanno superato quota 130. Di fronte a questi numeri il comitato di crisi deciderà domani se prendere nuove misure più rigorose. Intanto nel Paese sono chiuse sale di spettacolo, teatri, cinema, palestre e palazzetti dello sport. Inoltre è stato reintrodotto l’obbligo di mascherina ovunque ed è in vigore un coprifuoco: a Bruxelles tutto chiuso dalle 22 alle 6.

In Pakistan le autorità hanno ordinato che tutte le attività commerciali, inclusi ristoranti, sale per matrimoni e mercati, chiudano alle 22. Inoltre hanno chiesto alla polizia di arrestare chiunque violi le regole di allontanamento sociale non indossando mascherine nei luoghi pubblici. Nelle ultime 24 ore ci sono stati oltre 900 nuovi casi e 16 decessi. I numeri sono raddoppiati nelle ultime settimane. Il Pakistan ha segnalato 311.108 infezioni confermate da coronavirus, inclusi 6.775 decessi.

Per quanto riguarda il nostro Paese, un ultimo importante avvertimento è arrivato da Agostino Miozzo, presidente del Comitato tecnico scientifico: «La situazione in Italia è in rapidissimo peggioramento. Dobbiamo rispettare il distanziamento, ridurre i contatti a rischio, limitare le possibili occasioni di contagio».

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA/EPA

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