
L’associazione degli industriali ha indicato quattro priorità al Governo, ha chiesto di affinare il piano indicando gli effettivi impatti sul Pil e di coinvolgere le parti sociali nella governance
«Il Recovery plan rappresenta un’occasione storica e irripetibile per il Paese ma, allo stato attuale, non è conforme con le linee guida indicate dalla Ue». E’ quanto ha sottolineato Confindustria al termine dell’incontro con il premier Giuseppe Conte. L’associazione degli industriali ha quindi indicato quattro priorità al Governo, ha chiesto di affinare il piano indicando gli effettivi impatti sul Pil e di coinvolgere le parti sociali nella governance.
La prima osservazione riguarda appunto “la mancata conformità con le linee guida indicate dalla Ue. «Le linee guida prescrivono in maniera puntuale che ogni riforma strutturale e linea di intervento delle 6 missioni strutturali venga declinata secondo una stima precisa degli obiettivi quantitativi che si intende ottenere rispetto alle risorse impegnate – si legge nel comunicato. – Questo perché la Commissione stessa possa verificarne l’attuazione, sia nell’arco della durata del Piano che negli step intermedi, scongiurando così il rischio di revoca dei fondi o, peggio ancora, la restituzione. Le riforme strutturali devono essere quelle indicate da anni nelle raccomandazioni periodiche all’Italia, quindi prima di tutto quelle del mercato del lavoro, della P.A. e della giustizia e ogni intervento va progettato seguendo questa metodologia. Inoltre, la linea d’azione, secondo Confindustria, “deve essere plausibile, alla luce dei risultati ottenuti dall’Italia negli anni precedenti con interventi nello stesso settore, e congruo rispetto ai principali effetti di sostenibilità sociale, ambientale e al quadro generale di finanza pubblica. Poiché, allo stato attuale, nel Pnrr trasmesso al Parlamento non abbiamo riscontrato questa corrispondenza, Confindustria ha chiesto al Governo di procedere ad un affinamento del Piano per comprenderne gli effettivi impatti sul Pil».
Secondo Confindustria nel piano manca l’individuazione chiara degli obiettivi da raggiungere utilizzando i fondi europei. «Senza una stima chiara degli obiettivi sull’aumento dei tassi di occupazione, a partire da giovani e donne sulla diminuzione dei NEET, sull’aumento dei laureati, sulla diminuzione dei gap territoriali e di genere, non è possibile esprimere un parere sull’allocazione complessiva di risorse destinate agli obiettivi di sostenibilità sociale e di crescita della produttività – ha spiegato Bonomi. – In assenza di un quadro generale di priorità, compatibilità e obiettivi, ogni valutazione rischia di ridursi ad una mera somma di richieste, in nome dei diversi interessi economici e sociali».
Nel piano, continua Bonomi, sembra mancare una riforma degli ammortizzatori sociali, nonostante lo scorso luglio Confindustria abbia trasmesso al Governo una proposta dettagliata che coniuga, in un unico obiettivo, questa riforma e quella delle politiche attive del lavoro, aprendo al coinvolgimento delle Agenzie private. «Altro capitolo essenziale – sottolinea viale dell’Astronomia – è quello delle Infrastrutture. Prima di esprimersi sull’allocazione delle risorse, occorre chiarire il gap delle 35 misure attuative non ancora emanate e dei ripetuti interventi su tale materia fino al Decreto-legge Semplificazioni. Specie in questo ambito, infatti, l’efficacia dell’assetto organizzativo e la profonda revisione delle procedure della PA, al momento non declinate, risulta determinante».
Infine non poteva mancare un’osservazione sulla governance necessaria per una puntuale ed efficiente realizzazione del Piano. In questo caso Bonomi chiede “un confronto strutturato e continuativo con le parti sociali e un loro coinvolgimento lungo tutto il processo di esecuzione dei progetti“.
La replica del Governo non si è fatta attendere e a rispondere è stato il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli. «All’interno del Recovery plan – ha rassicurato – sono dettagliati tutti gli step, l’intensità, le annualità e la messa a terra degli investimenti. L’execution sarà fondamentale, dobbiamo esserne ossessionati. Per questo è importante costruire una cabina di regia in grado di far marciare i progetti il più speditamente possibile, senza intoppi burocratici».
di: Maria Lucia PANUCCI
FOTO: ANSA
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