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Le Borse europee tentano il rimbalzo ed aprono poco sopra la parità

I future di Wall Street sono invece in rosso per i timori di inflazione. Per oggi si attendono i dati sull’indice dei prezzi al consumo della zona euro ed altri dati macro provenienti dagli Usa

Le Borse europee aprono poco sopra la parità questa mattina. Nei primi minuti di contrattazione l’indice Eurostoxx 50 segna un +0,20%. A Francoforte il Dax sale dello 0,22%, a Parigi il Cac40 è poco mosso con un +0,10% e a Londra l’indice Ftse100 è piatto con un +0,05%. 

Rimangono sullo sfondo i timori sull’inflazione che torna a fare paura in America dopo il boom delle vendite al dettaglio Usa che a gennaio sono salite del 5,3% a fronte del consenso degli analisti che prevedevano un marginale +0,7%. Gli addetti ai lavori temono che i buoni dati sui consumi portino a un aumento delle aspettative di inflazione e quindi a un inasprimento prematuro della politica monetaria da parte della Federal Reserve, anche se per ora ha deciso di lasciare tutto invariato.

E così ieri il Dow Jones ha chiuso a +0,29%, la sua terza chiusura record consecutiva, mentre l’S&P 500 ha perso lo 0,03% e il Nasdaq Composite ha lasciato sul terreno lo 0,58%. E per oggi i future segnalano un avvio ancora prudente a Wall Street: al momento l’S&P cede lo 0,23%, il Nasdaq lo 0,48% e il Dow Jones il -0,09%. A due velocità nel frattempo stamattina l’Asia dove Shanghai, che ha riaperto oggi dopo la settimana di stop legato al capodanno lunare, è in rialzo dello 0,55%, mentre il Nikkei di Tokyo ha chiuso a -0,19% e il listino di Hong Kong è anch’esso in rosso (-1,23%).

Nel valutario il cambio euro/dollaro tratta a 1,204, in rialzo dello 0,06%, il dollaro/yen è a 105,89, +0,04% e il cross sterlina/biglietto verde segna 1,385, -0,022%. I prezzi del petrolio sono invece in ulteriore rialzo: il Wti sale dello 0,7% a 61,57 dollari al barile e il Brent fa +0,93% a 64,94 dollari al barile. L’oro sale dello 0,50% a 1.781 dollari l’oncia, ma resta sui minimi da due mesi.

Sul fronte macro il focus resta sull’inflazione: sono in agenda i dati sull’indice dei prezzi al consumo a gennaio della zona euro, a seguire dagli Usa arriveranno i dati sulle richieste settimanali sussidi disoccupazione, sui prezzi all’import di gennaio, sull’avvio di cantieri di nuove case a gennaio e l’indice Fed Filadelfia di febbraio. All’ora di pranzo è attesa anche la pubblicazione dei resoconti della riunione della Bce di gennaio.

di: Maria Lucia PANUCCI

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