
In Liguria le perdite si attestano all’85% e gli operatori scendono in piazza a Genova per chiedere di ripartire in sicurezza. In Sardegna 10 mila imprese chiedono aiuto
A causa della pandemia il settore dei matrimoni ha subito una perdita di fatturato che, nel 2020, è arrivata a picchi del 90%. E’ quanto emerge dai dati elaborati da Banqueting e catering, associazione nazionale del settore wedding, in cui operano 700 mila persone.
In Liguria il fatturato perso si attesta all’85%. E proprio perché il comparto è al collasso gli operatori hanno fatto sentire la loro voce partecipando alla protesta organizzata dal coordinamento nazionale Insieme per il wedding che si è tenuta nella centrale piazza De Ferrari a Genova I manifestanti hanno portato in piazza auto d’epoca ed abiti da sposa .
«Il settore dei matrimoni e delle cerimonie in Liguria genera un fatturato di circa due miliardi all’anno e occupa 30 mila lavoratori, nel 2020 a causa delle restrizioni anti covid ha subito un calo del fatturato dell’85%, servono linee guida per una ripartenza in sicurezza». Lo chiede al Governo il direttore di Confesercenti Liguria Andrea Dameri durante la protesta.
Manifestazione identica si è tenuta a Sanremo. «Chiediamo solo una data per la ripartenza e la possibilità di lavorare», ha detto la wedding planner Francesca Coppola.
10 mila imprese e 25 mila addetti in Sardegna sono quasi fermi da un anno per colpa del Covid. Si contano pochi matrimoni e quelli che si celebrano si festeggiano tra pochi intimi. Risultato? Il 90% del lavoro è andato in fumo per un settore che produceva ogni anno in Sardegna circa 190 milioni di euro. Per questo i professionisti del wedding hanno portato davanti al Palazzo della Regione, in viale a Trento a Cagliari, due abiti da sposa e un manichino avvolto di “metri”, uno degli strumenti fondamentali per la realizzazione dei vestiti da cerimonia.
di: Maria Lucia PANUCCI
FOTO: ANSA
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