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Partenza positiva per Piazza Affari e le Borse europee

Attenzione puntata sulla riunione della Banca centrale europea di domani mentre l’euro si indebolisce ancora. A livello societario da monitorare i conti di Coca-Cola e Texas Instruments

Apertura in rialzo per le Borse europee sull’onda della buona chiusura di Wall Street. Ieri i listini Usa sono rimbalzati dopo il sell-off di lunedì scorso, con l’indice Dow Jones che è balzato dell’1,62% a 34.511,99, mentre l’S&P 500 è salito dell’1,52% a 4.323,06 punti e infine il Nasdaq Composite è avanzato dell’1,57% a 14.498,88. E così, nei primi minuti di contrattazione, l’indice inglese Ftse 100 sale dello 0,81%, mentre il Cac40 segna un +0,77% e il Dax oscilla sulla linea della parità.

Sale anche Piazza Affari con l’indice Ftse Mib che prosegue il recupero avviato ieri segnando un progresso di oltre un punto percentuale (+1,2%) in area 24.400 punti. Tra i titoli del paniere principale, sono molti i segni positivi. Si distinguono Stm che con un +2,6% conquista la vetta del Ftse Mib, Pirelli e Leonardo che avanzano del 2,4%. Tra le banche, da monitorare Mediobanca (+1,5%), dopo che Francesco Gaetano Caltagirone ha rafforzato ancora la propria partecipazione e ora detiene complessivamente il 5,055% di Piazzetta Cuccia. Forte anche Poste Italiane che sale del 2%. Debole Snam con un +0,02%.

Sempre sulla scia della borsa Usa, sono quasi tutti in attivo gli indici azionari asiatici (Nikkei +0,57%, Shanghai +0,70% e Hong Kong -0,48%). Prevalgono i segni più anche tra i future di Wall Street (S&P +0,04%, Nasdaq -0,07% e Dow Jones +0,09%). 

Nell’attesa della Bce di domani l’euro il biglietto verde si rafforza contro le principali monete: l’euro/dollaro è a 1,177 (-0,042%), sui minimi da oltre tre mesi, il dollaro/yen tratta a 109,87, +0,03%, e il cross tra sterlina e dollaro è a 1,361, -0,088%. Il bitcoin risale intanto sopra quota 30 mila dollari e tratta a 30.659 dollari (+2,79%). Tra le commodities le quotazioni del greggio sono in calo. Il Wti cede lo 0,65% a 66,76 dollari al barile e il Brent perde lo 0,66% a 68,89 dollari al barile, restando comunque sui massimi da tre anni. Anche l’oro è in rosso (-0,17%) a 1.808 dollari l’oncia.

Sul fronte macro da seguire il fatturato industriale di maggio dell’Italia, poi dagli Usa arriveranno gli aggiornamenti sull’indice settimanale richieste mutui e sulle scorte settimanali di petrolio. A livello societario da monitorare i conti di Coca-Cola e Texas Instruments che verranno diffusi nel corso della seduta americana. 

di: Maria Lucia PANUCCI

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