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Didi ancora nel mirino di Pechino: verso il delisting a Wall Street

Sarebbero troppo forti le preoccupazioni dell’amministrazione Xi sui rischi di perdere dati sensibili all’estero. Le due proposte in esame sarebbero la privatizzazione diretta o la quotazione a Hong Kong

Didi finisce ancora una volta nel mirino del Governo cinese che gli avrebbe ordinato il delisting da Wall Street.

Secondo fonti Bloomberg sarebbero troppo forti le preoccupazioni dell’amministrazione Xi di perdere dati sensibili all’estero. D’altronde Pechino non ha mai nascosto il desiderio di punire la società per via della quotazione a New York, considerato uno smacco per l’autorità centrale. Già a pochi giorni dall’operazione il governo avviò un’indagine sullo stato della sicurezza informatica del colosso e il delisting rientrerebbe perfettamente in questo piano.

Secondo quanto emerge le proposte sul tavolo sarebbero due: o la privatizzazione diretta o una quotazione azionaria di Didi a Hong Kong

Se la decisione venisse davvero attuata sarebbe un duro colpo per l’Uber cinese, leader mondiale dei servizi di trasporto passeggeri, che ha fatto registrare la più grande ipo negli Stati Uniti da parte di un’azienda cinese dai tempi di Alibaba nel 2014, con una raccolta da 4,4 miliardi di dollari e una valutazione a quasi 70 miliardi.

Inoltre, alimenterebbero la paura degli investitori internazionali, le tensioni tra Pechino e Washington e il rischio di un effetto domino sulle altre quotate cinesi all’estero. 

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: REUTERS/Florence Lo

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