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Imprese ottimiste per il 2022: è ora di investire sulla sostenibilità

Fra key actions contro problemi di approvvigionamento e inflazione anche l’apertura a nuovi mercati

Il mercato globale è ottimista: lo confermano i dati del report Navigator di Hsbc: voice of business. Il gruppo bancario, primo istituto di credito europeo per capitalizzazione, ha intervistato 7.350 manager di 14 mercati globali per tracciare un bilancio sull’attuale crisi delle catene di approvvigionamento e sulle stime per il 2022.

Il responso è stato più che positivo. Il 90% delle imprese italiane è convinto che nel 2022 incrementeranno le vendite complessive, stima che per più di metà del campione assume un valore di +10% e che in media si attesta sul 19% in più.

Per quanto riguarda invece i problemi di approvvigionamento, abbiamo già visto qui come le carenze di materie prime e i problemi logistici abbiano fatto calare gli indici di PMI in Italia e in tutta l’Eurozona. Da questo survey emerge però che appena il 23% delle imprese si sente realmente minacciato dal problema, che è visto più come un incidente di breve periodo. A preoccupare di più le aziende sono ancora il Covid (40%) e, in misura minore, l’inflazione in crescita (34%), come confermano anche le ultime stime di Unimpresa riportate qui.

Per combattere questi nemici, l’arma numero uno degli intervistati è l’espansione verso nuovi mercati, a conferma dell’ottimismo che pervade il periodo; il 56% dei manager ritiene inoltre fondamentale, per far fronte alla carenza di materie prime, incrementare il numero dei propri fornitori per diversificare e assicurare continuità produttiva.

Altro tema caldo della ricerca: la sostenibilità. Un obiettivo in cima alle priorità delle aziende che sempre più integrano i propri business plan con target ambientali e obiettivi di consumo (il 39% degli intervistati lo ha già fatto, il 45% prevede di farlo nel prossimo anno). Questo trend porta con sé un messaggio molto importante: la corsa alla sostenibilità non è solo uno strumento di brand reputation, ma può essere un vero e proprio booster nel quale conviene investire dell’utile operativo: ne è convinto l’81% delle imprese che stanno già pianificando operazioni in tal senso.

Conferma la bontà strategica di questo atteggiamento il ceo di Hsbc per il global commercial banking Barry O’Byrne, per il quale è essenziale continuare a investire in aree come “l’incremento della sostenibilità, del sostegno alla forza lavoro e alla crescita dei dipendenti, e l’adozione della tecnologia per ottenere maggiore efficienza“.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/MATTEO BAZZI

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