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Pa, raggiunta pre-intesa per il contratto degli statali. Aumento di 117 euro lordi ai ministeri

Si tratta a partire da gennaio di un aumento netto di 90 euro mensili. Nelle buste paga del 2022 arrivano 10 miliardi di arretrati

Novità in vista nella Pubblica Amministrazione. È stato raggiunto l’accordo per il rinnovo del contratto dei lavoratori delle funzioni centrali delle amministrazioni pubbliche che riguarda ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici come l’Inps.

Hanno posto la firma sull’accordo tutte le parti: sia l’Aran, in rappresentanza della Pubblica Amministrazione, che i sindacati CGIL, CISL e UIL. Si tratta, però, solamente di un piccolo traguardo visto che adesso dovrà arrivare anche la firma degli altri comparti: Scuola, Difesa e Sicurezza, Sanità, Enti Locali.

«È fatta. La firma di oggi all’Aran della preintesa sul rinnovo del contratto collettivo nazionale del comparto funzioni centrali 2019-2021 mi rende felice e orgoglioso. Rispettiamo l’impegno che avevo preso il 10 marzo siglando con i sindacati il Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale – ha detto il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta. – Con il contratto, linfa del cambiamento ridiamo centralità e dignità al capitale umano che muove la macchina amministrativa del Paese e che è stato protagonista indiscusso della tenuta italiana davanti alla tragedia della pandemia. La firma odierna, apripista per gli altri comparti, a partire da sanità ed enti locali, è la conclusione di un percorso di negoziati basati sulla fiducia reciproca, sulla responsabilità e sulla partecipazione».

L’aumento medio salariale per il rinnovo del contratto dei ministeri e pari a 117 euro lordi per la fascia degli assistenti amministrativi (ex area B3). Lo fanno sapere fonti sindacali, spiegando che si tratta a partire da gennaio di un aumento netto di 90 euro mensili.

Generalmente gli aumenti dovrebbero andare da un +3,78% della parte fissa a un +4,15% per le fasce retributive più basse, le quali potranno beneficiare dell’effetto contabile dovuto al consolidamento dell’elemento perequativo. E nel contempo per i dipendenti pubblici ci sarà il pagamento degli arretrati.

In totale nelle buste paga dei dipendenti pubblici arriveranno poco meno di 10 miliardi di arretrati nei primi mesi dell’anno prossimo, in contemporanea con le elezioni delle Rsu in calendario dal 5 al 7 di aprile.

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA

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