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Bce, “rischi al rialzo per l’inflazione a causa della guerra”. Da luglio ritiro delle misure emergenza pandemica per credito

“La guerra in Ucraina potrebbe incidere maggiormente sul clima di fiducia e causare un nuovo inasprimento dei vincoli dal lato dell’offerta”. Aumento dei tassi graduale

Benché siano diminuiti i rischi legati alla pandemia, la guerra in Ucraina potrebbe incidere maggiormente sul clima di fiducia e causare un nuovo inasprimento dei vincoli dal lato dell’offerta. È questo in sintesi quanto emerge dall’ultimo bollettino economico della Bce.

In particolare a preoccupare sono i prezzi energetici. «I costi dell’energia persistentemente elevati, unitamente alla perdita di fiducia, potrebbero deprimere la domanda più del previsto e frenare consumi e investimenti. Gli stessi fattori costituiscono rischi per le prospettive di inflazione, orientati verso l’alto nel breve termine», si legge ancora nel documento.

In questo contesto l’istituto centrale ci tiene a sottolineare che qualsiasi adeguamento dei tassi di interesse di riferimento avverrà in un momento successivo rispetto al termine degli acquisti netti nel quadro del Paa e sarà graduale.

La Bce ritirerà gradualmente, in tre fasi fra luglio 2022 e marzo 2024, le misure che aveva introdotto nell’aprile 2020, quando aveva allentato i criteri sul collaterale bancario per favorire il credito durante la crisi pandemica.

In particolare da luglio dimezzerà, dall’attuale 20% al 10%, la riduzione temporanea degli scarti di garanzia (haircut) su tutti gli asset. 

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: SHUTTERSTOCK

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