
Berlino e l’Europa temono lo stop totale del gas russo. Gazprom riduce di un terzo le forniture di gas all’Italia. Snam: stoccaggi al 64%
Nord Stream 1, gasdotto che collega la città russa di Vyborg alla tedesca Greifswald garantendo 15% delle forniture del Vecchio continente, verrà chiuso per 10 giorni. Le turbine, secondo il Cremlino, necessitano di una riparazione, resa complessa dalla mancanza dei componenti a causa delle sanzioni.
L’attenzione generale è puntata su quello che accadrà quando il gasdotto dovrebbe riprendere a funzionare regolarmente; l’opzione che Mosca prenda però questa occasione come pretesto per chiudere definitivamente le forniture viene considerata “la più probabile“, secondo il ministro francese Bruno le Maire, che esorta l’Europa a “prepararsi“.
Neppure il collega tedesco Robert Habeck fa mistero di ritenere possibile uno stop completo proprio a partire da oggi. In questo contesto di enorme incertezza, i tedeschi guardano alla situazione energetica con forte allarme. Il problema investe innanzitutto l’industria, ma nonostante le misure di sostegno già prese dal governo neanche i cittadini si sentono al riparo: non tutti potranno infatti permettersi gli esorbitanti aumenti dei prezzi, già annunciati dal vice di Scholz. Si temono aumenti dei costi energetici di oltre 2-300 euro all’anno per le famiglie, e le fasce deboli della popolazione potrebbero non farcela a sostenerle. E le amministrazioni locali si stanno già dando da fare per immaginare dei piani di emergenza: pare che alcuni centri come Ludwigshafen stanno ad esempio pianificando delle “isole di calore”, cioè dei centri riscaldati per chi non potrà permettersi di pagare le bollette, in palestre e sale finora destinate ad eventi o alle campagna vaccinale anticovid.
Sull’altro fronte le imprese si preparano ad affrontare un’emergenza non da poco: si prevede che nel caso di un taglio completo del gas russo (da cui la Germania dipende per il 35% del fabbisogno) molte fabbriche dovrebbero fermare la produzione e il Paese non potrebbe evitare la recessione.
La situazione non è migliore in Italia: secondo quanto comunicato da Eni , Gazprom riduce di un terzo le forniture di gas all’Italia. Ma parole rassicuranti arrivano dall’ad di Snam, Stefano Venier, che a un webinar di Enea sul risparmio energetico nelle case ha detto. «stiamo lavorando per contribuire alla creazione di una riserva che diventa indispensabile nei mesi invernali tramite il riempimento degli stoccaggi. A ieri sera siamo arrivati a 6,1 miliardi di metri cubi in stoccaggio (al netto dello strategico n.d.r.) che corrispondono al 64% dell’obiettivo. Noi di Snam abbiamo dato un contributo di circa 1,5 miliardi di metri cubi, e continueremo dare il nostro sostegno, ovviamente nei limiti di un operatore di sistema».
Ed il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani dal canto suo fa sapere che a breve partirà una campagna informativa su come rispramiare acqua e gas.