
Le aziende del Consorzio, oggi in assemblea, hanno reagito bene alla pandemia, alle incognite legate alla crisi geopolitica, al caro energia e alla riduzione del potere di acquisto
Terzo trimestre con segno positivo per il Consorzio Parmigiano Reggiano che registra un incremento delle vendite totali del 2,9% pari a 95.079 tonnellate; bene anche l’export (+1,3%), come anche il mercato italiano che mette a segno +4,4%, grazie alla ripresa del canale della ristorazione e delle vendite dirette che aumentano del 4%.
I dati emergono dall’assemblea generale dei consorziati, a conferma di come le aziende abbiano reagito bene alla pandemia, alle incognite legate alla crisi geopolitica, al caro energia e alla riduzione del potere di acquisto delle famiglie in alcuni mercati.
Sul fronte dei mercato internazionali, il Consorzio consolida la sua posizione negli Usa (+8,2%), in Francia (+7,2%) e in Spagna (+12,4%). Buoni i risultati anche Oltreoceano in Giappone (+51%) e in Australia (+12,7%).
«Il terzo trimestre 2022 conferma il sostanziale “premio” dei consumatori – commenta il presidente, Nicola Bertinell – ma siamo preoccupati dalla situazione economica italiana e dalle difficoltà che stanno affrontando le famiglie per l’aumento dei prezzi e per il caro energia. Per questo motivo, il Consorzio ha adottato un pacchetto di azioni straordinarie per 850 mila euro».
«Si tratta di attività promozionali in collaborazione con le più importanti insegne della Gdo – spiega il presidente – mirate a sostenere la domanda in un periodo di grande incertezza che potrebbe portare a una contrazione dei consumi del prodotto».
Sempre in un’ottica di esigenza di equilibrio tra domanda e offerta a tutela del prodotto, l’assemblea ha affrontato il tema delle norme che regolano la produzione di formaggi similari/comparabili al Parmigiano Reggiano, modificando lo statuto e introducendo il divieto di produrre nei caseifici della filiera, altri formaggi comparabili/confondibili con la Dop.