
Da segnalare Tesla dopo un investor day deludente e Salesforce dopo conti trimestrali che hanno dato una mano al titolo e all’intero listino del Dow Jones
Il suono della campanella trova degli indici a stelle e strisce ancora in ordine sparso ma che, però, tendono molto verso il segno meno. Il primo esempio arriva dall’S&P 500 che registra un -0,55% mentre il Nasdaq fa peggio con un -0,85%. Solo il Dow riesce a restare a galla anche se solo di qualche decimo con un +0,07%.
L’Europa, nel frattempo, deve riuscire a giostrare una situazione complessa. Anche nel Vecchio Continente, infatti, regna l’incertezza. Il Ftse Mib non va oltre un pallido +0,11% che, però, è di per sé un traguardo relativamente positivo se confrontato con il -0,05% di Londra, o il -0,3% del Dax tedesco. Parigi, invece, segue la scia di Milano con un +0,12%.
Tra le motivazioni che frenano i listini americani restano ancora i dati macro fonte di alcune preoccupazioni come anche le attese verso la Fed e le sue decisioni. Il panorama geopolitico è ancora in primo piano soprattutto se rapportato al fattore inflazione: il petrolio, ad esempio, è in ripresa anche in vista di un aumento della domanda cinese con l’attività manifatturiera in fase di rafforzamento a febbraio. Tra i protagonisti si registrano nomi come Tesla (l’investor day non ha convinto gli investitori), Apple (investimenti su chip elettronici in alcune sedi europee) e Salesforce che, dopo la presentazione dei conti, sta dando una mano a tenere a galla il Dow in fase di apertura delle contrattazioni.
Tra i dati macro più importanti, l’attesa è per la pubblicazione degli stoccaggi gas statunitensi. Da sottolineare anche il rendimento dei Treasury, scadenza decennale, ormai sulla soglia del 4%.
FOTO: SHUTTERSTOCK