
L’UE ha concesso tempo a Meta e TikTok fino al 25 ottobre per rispondere su come stanno affrontando la disinformazione elettorale e la diffusione di “contenuti terroristici e violenti e discorsi d’odio”
Anche Meta e TikTok finiscono sotto osservazione dell’UE per i rischi di diffusione di contenuti illeciti. Nel dettaglio la Commissione ha inviato richieste formali di informazioni alle due aziende, intensificando gli sforzi per controllare i contenuti dannosi sui social media, concedendo loro tempo fino al 25 ottobre per rispondere su come stanno affrontando la disinformazione elettorale e la diffusione di “contenuti terroristici e violenti e discorsi d’odio”.
I team di Meta “stanno lavorando giorno e notte per mantenere le piattaforme sicure, prendere provvedimenti sui contenuti che violano le politiche o la legge locale, e coordinarsi con gli enti terzi della regione per limitare la diffusione di disinformazione”, ha detto l’azienda in un comunicato. La prossima settimana inveceTikTok pubblicherà il suo primo rapporto di trasparenza secondo le nuove regole del blocco e includerà “più informazioni sul continuo lavoro per mantenere la comunità europea al sicuro”.
Questo dopo le critiche recentemente rivolte dal commissario europeo al Mercato interno Ue Thierry Breton riguardo la disinformazione sul conflitto tra Israele e Hamas circolata su X nelle ultime settimane, critiche a cui il social media di proprietà di Musk ha già dato pronta risposta.
L’Ue sta mettendo in pratica il Digital Services Act, entrato in vigore ad agosto, che richiede che le grandi piattaforme online come X abbiano sistemi efficaci e trasparenti per la moderazione e la rimozione di informazioni false, fuorvianti e dannose. Le aziende che non rispettano potrebbero affrontare multe pari al 6% del fatturato annuo o addirittura essere bandite dal blocco se violano ripetutamente le regole.
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