
Pmi servizi a minimo da dicembre 2022
Si rafforza in contrazione l’attività manifatturiera in Cina che per novembre registra il secondo mese consecutivo di cali, segnalando che la seconda economia mondiale non è ancora uscita dai guai e potrebbe aver bisogno di un sostegno politico più vigoroso.
In particolare a novembre, secondo i dati dell’Ufficio nazionale di statistica, l’indice Pmi manifatturiero della Cina si è attestato a quota 49,4 punti, al di sotto dei 49,7 punti stimati dal consensus degli economisti, e poco mosso rispetto ai 49,5 punti di ottobre. Il dato quindi si conferma ancora una volta in contrazione, in quanto al di sotto dei 50 punti, linea di demarcazione tra fase di contrazione (valori al di sotto) e fase di espansione (valori al di sopra).
Debole anche il settore terziario con l’indice PMI servizi sceso, sempre a novembre, a 50,2 punti dai 50,6 di ottobre. L’indicatore è rimasto comunque in fase di espansione, sebbene in calo al valore più basso dal dicembre del 2022.
«I risultati dell’indagine mostrano che oltre il 60% delle aziende manifatturiere ha segnalato una domanda di mercato insufficiente. Una domanda di mercato insufficiente è ancora la principale difficoltà che influenza l’attuale ripresa e lo sviluppo dell’industria manifatturiera», ha affermato in una dichiarazione separata Zhao Qinghe, statistico senior presso il Centro di indagine del settore dei servizi dell’Ufficio nazionale di statistica.
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