
Von der Leyen: “ricostruiamo la fiducia”. Il premier cinese Li: “crescita dell’economia cinese stimata al 5,2% nel 2023”
Il premier cinese Li Qiang, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy e il consigliere per la sicurezza nazionale dell’ONU Jake Sullivan sono tra gli oratori di alto profilo che si rivolgono ai delegati presso il Centro congressi di Davos dove il tema ufficiale di quest’anno è “Ricostruire la fiducia”.
Di fiducia hanno parlato sia la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, sia il presidente cinese Li Qiang. «Ancora una volta la realtà che fa riflettere è che ci troviamo a competere più intensamente tra Paesi rispetto al passato, ma questo non è il momento per il conflitto o la polarizzazione, è il momento di costruire la fiducia, di guidare la collaborazione globale più che mai», ha detto la von der Leyen nel suo discorso al World economic forum.
Per la presidente “l’Europa può e deve prendere il comando nel dare forma alle sfide globali“
Il premier cinese Li Qiang ha dichiarato invece che la Cina ha dimostrato di essere “degna di fiducia” e ha esortato i paesi di “tutte le parti” a trattarsi a vicenda con sincerità. Li ha proposto cinque modi per ricostruire la fiducia, con il rafforzamento del coordinamento delle politiche macroeconomiche come primo punto. «Di fronte alle crisi globali, risposte frammentate e separate non faranno altro che rendere l’economia mondiale più fragile», ha affermato. Ha inoltre invitato i paesi a rafforzare l’industrializzazione per “mantenere le catene di approvvigionamento stabili e fluide”, nonché a cooperare in campo scientifico e tecnologico per far “fluire” l’innovazione. Lo sviluppo verde e la riduzione del divario tra paesi sviluppati e in via di sviluppo sono stati i suoi punti finali.
Secondo le sue previsioni l’economia cinese si è ripresa e si è mossa verso l’alto: si stima che crescerà intorno al 5,2% nel 2023, al di sopra dell’obiettivo ufficiale di circa il 5%.
Secondo la presidente della Commissione europea la Russia sta “fallendo” sia militarmente che economicamente, nel raggiungere gli obiettivi strategici. «È innanzitutto un fallimento militare – ha detto – visto che l’Ucraina ha mantenuto la sua libertà e indipendenza nella sua guerra di quasi due anni con Mosca. Il fallimento della Russia è anche economico per l’impatto che le sanzioni hanno avuto nell’isolare il Paese dal commercio con gli alleati occidentali. La Russia ora dipende dalla Cina, mentre Kiev è più vicina che mai nel suo percorso verso l’adesione all’Unione Europea».
FOTO: ANSA