I principali indici azionari di Wall Street hanno aperto invariati nella nuova settimana di contrattazioni. L’ S&P 500 è aumentato dello 0,1%, mentre il Dow Jones Industrial Average ha guadagnato lo 0,2%, ovvero 81 punti. Il Nasdaq Composite è scambiato appena sotto il livello piatto.
UBS ritiene che le azioni potrebbero continuare a salire da qui in poi, nonostante gli imminenti tagli dei tassi di interesse, nonostante le potenziali crescenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente e la volatilità legata alle elezioni presidenziali statunitensi di novembre. La banca ha aggiunto di credere che l’indice S&P 500 potrebbe salire a 5.900 entro la fine dell’anno, il che si traduce in un incremento di poco inferiore al 5%.
A metà giornata il Ftse Mib di Piazza Affari segna -0,04%. Andamento contrastato per Francoforte (-0,22%), Parigi (+0,15%) e Amsterdam (+0,01%), mentre Londra chiusa per festività.
Sul mercato valutario l’euro ritraccia in parte a 1,1172 dollari da 1,1186 venerdì in chiusura. Forte lo yen, che incrocia l’euro a 160,89 (da 162,09) e il dollaro a 144,01 (da 144,84). Sale il petrolio: il future ottobre sul Wti guadagna il 2,15% a 76,44 dollari al barile e l’analoga consegna sul Brent il 2,13% a 80,70 dollari. Fermo il prezzo del gas naturale ad Amsterdam, che segna -0,1% a 36,8 euro al megawattora. L’oro riavvicina i recenti massimi sopra 2.500 dollari l’oncia: la consegna spot e’ a 2.524,56 dollari (+0,48%) e i future a 2.560,25 (+0,65%).
In vista dell’appuntamento con i vertici di Fed e Bce in settembre, gli investitori attendono in settimana la pubblicazione dei nuovi dati relativi all’inflazione su entrambe le sponde dell’Atlantico. Mercoledì sarà poi sotto i riflettori la trimestrale di Nvidia.