«Una seria politica di rilancio della competitività europea deve porsi come primo obiettivo la riduzione delle bollette, per imprese e famiglie. Nei prezzi finali ai consumatori incide anche la tassazione, in Italia tra le più elevate dell’Europa. Nel primo semestre del 2024, l’Italia risultava il secondo Paese europeo con il più alto livello di imposizione e prelievi non recuperabili per i consumatori elettrici non domestici. Costi dell’energia così alti pongono le aziende, europee e italiane in particolare, in perenne svantaggio nei confronti dei concorrenti stranieri. È a rischio non solo la sopravvivenza di alcuni settori tradizionali, ma anche lo sviluppo di nuove tecnologie a elevata crescita. Si pensi ad esempio all’elevato consumo necessario per i data center». Mario Draghi parla nell’aula Koch a Palazzo Madama per un’audizione davanti a tre Commissioni riunite di Camera e Senato (Affari Europei, Bilancio e Attività Produttive). L’ex premier presenta il suo Rapporto sulla competitività, già illustrato al Parlamento a settembre scorso, per rilanciare l’economia, anche alla luce dei dazi imposti dal presidente Usa, Donald Trump, e del piano di riarmo Ue.
«La nostra prosperità, già minacciata dalla bassa crescita per molti anni, si basava su un ordine delle relazioni internazionali e commerciali oggi sconvolto dalle politiche protezionistiche del nostro maggiore partner. I dazi, le tariffe e le altre politiche commerciali che sono state annunciate avranno un forte impatto sulle imprese italiane ed europee», ha continuato.
Per la difesa europea, secondo Draghi occorre definire una catena di comando di livello superiore che coordini eserciti eterogenei e che “sia in grado di distaccarsi dalle priorità nazionali operando come sistema della difesa continentale“.