
Nel Canale sono arrivati altri due rimorchiatori, uno è italiano
La nave cargo giapponese Ever Given è ancora incagliata nel Canale di Suez e il blocco ha provocato il fermo di 200 imbarcazioni che non possono passare (leggi qui). Non si sono ancora fatte stime circa il costo che i risarcimenti comporteranno, ma di sicuro è un conto che sale di ora in ora e rimane da capire se la copertura assicurativa della nave cargo basterà a coprirli tutti.
L’assicurazione ha un tetto di 3,1 miliardi di dollari secondo quanto riferito dal Wall Street Journal, ma se il transito del Canale non verrà ripristinato in tempi quanto più rapidi possibili, si scatenerà un effetto domino che farà crollare non solo le navi coinvolte ma anche i destinatari delle forniture, le fabbriche che attendono materiale per le catene di montaggio, i distributori che aspettano di riempire gli scaffali. Una vera “tempesta perfetta” secondo il WSJ. «Ci saranno parecchie cause – ha dichiarato John Miklus, presidente dell‘American Istitute of Marine Underwriters, l’associazione di categoria degli assicuratori marittimi Usa – non posso prevedere quanto successo avranno ma non è diverso da tante situazioni simili. Si tenta di rivalersi sulla parte responsabile, la parte che ha causato l’incidente».
Intanto nel Canale di Suez sono arrivati altri due rimorchiatori, tra cui l’italiano Carlo Magno e l’olandese Guard Alp, per partecipare ai lavori per disincagliare il portacontainer. I nuovi arrivati spingeranno la nave da 400 metri mentre le draghe continueranno ad aspirare la sabbia e il fango incrostato da sotto l’imbarcazione.
di: Micaela FERRARO
FOTO: EPA/KHALED ELFIQI
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