
Fns impegna 100 milioni di euro (ed entrerà con una quota del 15%) coinvestendo insieme a Enpaia (30 milioni per una quota intorno al 5%) e Granlatte
Granarolo, con il supporto del Fondo Nazionale Strategico, gestito da Cassa Depositi e Prestiti ed Enpaia, l’Ente Nazionale di Previdenza per gli addetti e gli impiegati in Agricoltura, tenta il grande salto e punta 160 milioni di euro su innovazione e crescita all’estero, le due grandi direttrici del piano strategico 2023-2026.
E’ un’operazione di rafforzamento patrimoniale che segna il debutto del Fondo Nazionale Strategico, il comparto di Patrimonio Rilancio nato per investire in imprese in utile con solide prospettive di crescita. Fns impegna 100 milioni di euro (ed entrerà con una quota del 15%) coinvestendo insieme a Enpaia (30 milioni per una quota intorno al 5%); Granlatte, la cooperativa che guida il gruppo, partecipa per i restanti 30 milioni, riducendo la sua quota dal 77,5% al 65% ma restando saldamente al controllo.
Gli altri soci, Intesa Sanpaolo e Cooperlat che non partecipano vedranno scendere proporzionalmente le loro quote che attualmente sono del 19,78% e del 2,74 per cento. “In un momento storico particolare come quello che stiamo affrontando, tra inflazione e calo dei consumi, invece che rimanere fermi abbiamo colto un’occasione – spiega Gianpiero Calzolari, presidente di Granarolo e della cooperativa che la controlla Granlatte -. Noi rappresentiamo sicuramente la grande tradizione alimentare ma possiamo essere quello che siamo se a fronte di questo riusciamo a innovare. E negli anni abbiamo sempre misurato la nostra crescita investendo in ricerca e sviluppo” prosegue Calzolari ricordando la recente introduzione di nuovi prodotti come quelli a ridotta presenza di sale e ad alto contenuto proteico.
Insomma da “quelli della Lola” negli anni 2000 a Greg Paltrinieri, il testimonial della linea High Protein. La seconda via è quella della crescita per linee esterne e non nasconde di guardarsi intorno per proseguire l’internazionalizzazione: “al termine di questo ulteriore balzo vogliamo portarci intorno al 50% dal 39% di fatturato attuale derivato dall’export” aggiunge.
(foto SHUTTERSTOCK)