
Altra giornata di trimestrali. Attesa per la produzione industriale mese su mese di settembre dell’Italia e per la fiducia dell’Università del Michigan di novembre
Partono male oggi le Borse europee. In avvio dell’ultima seduta della settimana il Dax perde lo 0,44%, il Cac40 lo 0,54% e il Ftse100 lo 0,45% e il Ftse Mib lo 0,36% a 28.541 punti, in scia a quelle asiatiche, dopo che le dichiarazioni del presidente della Fed, Jerome Powell, hanno raffreddato le speranze che il ciclo rialzista sui tassi abbia raggiunto il suo picco. Mentre i futures di Wall Street sono in leggero rialzo (+0,17% quello sul Dow Jones e +0,10% quello sull’S&P500) con il rendimento del Treasury Usa 10 anni in contrazione al 4,62%.
Focus sui dati macro della giornata. La produzione industriale mese su mese di settembre dell’Italia attesa alle 10 e la fiducia dell’Università del Michigan di novembre alle 16. In attesa, l’euro è stabile sul dollaro a 1,066 mentre tra le materie prime il prezzo del petrolio Wti sale dello 0,38% a 76,03 dollari al barile e quello del Brent dello 0,46% a 80,38 dollari al barile, visto che non scema la tensione in Medio Oriente.
Le criptovalute sono contrastate al momento. La migliore di tutte è Ethereum che segna +7,54%, seguita da USD Coin e Solana a +3,45%. Negative XRP e Dogecoin rispettivamente a -7,68% e -3,23%. Le altre viaggiano sulla parità.
Oggi sono chiamate al test dei conti Interpump, Acea, Rcs e MediaGroup. In serata l’agenzia statunitense Fitch si pronuncia sul rating sovrano italiano, dopo che nelle scorse settimane sia S&P Global sia Dbrs hanno lasciato i rispettivi giudizi invariati. Ma il verdetto più atteso è quello di Moody’s il cui giudizio è a un passo da junk (spazzatura). Un’eventuale revisione al ribasso farebbe perdere il prestigioso riconoscimento di investment grade a Roma da parte di quest’agenzia di rating.