
Il presidente della Fed ha rassicurato i mercati che l’inflazione sarà temporanea e che per ora non si parla di tapering. Il Pil cinese frena la sua corsa nel secondo trimestre. Attesi per oggi i conti di Morgan Stanley e Bank of New York Mellon
Avvio negativo questa mattina per le Borse europee nonostante le rassicurazioni di Powell ieri al Congresso Usa (guarda qui). Nei primi minuti di contrattazione il Dax di Francoforte cede lo 0,43%, mentre il Cac40 di Parigi e l’indice Ftse 100 indietreggiano rispettivamente dello 0,46% e dello 0,27%.
Inizia male la giornata anche Piazza Affari con l’indice Ftse Mib che segna un ribasso intorno allo 0,8% scivolando sotto la soglia dei 25 mila punti a 24.985 punti. Tra i titoli del paniere principale giù i titoli del comparto oil, con Tenaris e Saipem in calo di quasi il 2%. Male anche Atlantia che perde l’1,8% sotto i 15 euro. Tra le banche la peggiore è Unicredit in calo dell’1,5%. Tra i segni più invece, si distingue Amplifon con un +0,9%. Bene anche Interpump con un +0,6%.
Al momento anche i future di Wall Street sono orientati prevalentemente al ribasso (S&P -0,08%, Dow Jones -0,18%, mentre il Nasdaq fa il +0,13%), un movimento opposto rispetto alla chiusura di ieri sera (S&P +0,12%, Nasdaq -0,22% e Dow Jones +0,13%), sostenuta dai commenti di Powell. A due velocità invece le borse asiatiche sulla scia del pil cinese del secondo trimestre che ha rallentato la sua corsa (leggi qui). Il Nikkei fa -1,26%, Shanghai +0,78% e Hong Kong +0,97%.
Tra le commodities le quotazioni del greggio sono in ribasso: il Wti lascia sul terreno lo 0,88% a 72,49 dollari al barile, comunque sempre ai massimi da settembre 2018, e il Brent fa -0,79% a 74,17 dollari al barile, e anche esso resta al top da quasi tre anni. L’oro è in rialzo dello 0,28% a 1.830 dollari l’oncia, ai massimi da un mese.
Nel valutario l’euro/dollaro al momento è tornato oltre quota 1,18 a 1,185 (+0,08%), il dollaro/yen tratta a 109,75, -0,128%, e il cross tra sterlina e dollaro è a 1,385, -0,029%. Il bitcoin segna un ribasso dello 0,46% a 32.591 dollari.
Giornata densa di appuntamenti oggi. In agenda c’è l’inflazione di giugno definitiva dell’Italia, poi la Banca d’Italia renderà noto l’aggiornamento del debito pubblico del Paese. Gli Usa pubblicheranno le richieste settimanali dei sussidi disoccupazione, l’indice Empire State Manufacturing di luglio, i prezzi all’import di maggio e l’indice Fed Filadelfia di luglio. A seguire sempre dagli Stati Uniti arriveranno i dati sulla produzione industriale e sul tasso di utilizzo degli impianti entrambi di giugno.
Prosegue anche la stagione delle trimestrali Usa con i conti di Morgan Stanley e Bank of New York Mellon, entrambi in calendario prima dell’apertura della Borsa americana.
di: Maria Lucia PANUCCI
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