
Fra gli interventi previsti dalla Manovra e quelli introdotti con decreti appositi, ecco le misure previste per famiglie, lavoratori, imprese e giovani
La Manovra approvata lo scorso 30 dicembre (lo abbiamo visto qui) contiene una nutrita serie di bonus e sostegni ai redditi delle famiglie, che si vanno ad aggiungere a quelli già previsti in altri decreti. Misure rese urgenti dall’incalzare dell’inflazione in crescita e dal rincaro energetico e delle materie prime: vediamo quali sono le principali.
Cominciamo dal lavoro. Il Governo ha esteso la platea degli ammortizzatori sociali in tutela di chi perde il proprio lavoro, da oggi universali. Potranno quindi accedervi anche imprese con meno di 6 dipendenti, che verseranno lo 0,5% dei salari.
Viene inoltre finanziato il contratto di espansione che si applicherà a imprese dai 50 dipendenti in su: il piano prevede un’assunzione ogni tre fuoriuscite di lavoratori. Fino al 2024, il terzo settore e il mondo no profit non dovranno pagare l’Iva.
Si fanno più stringenti invece le regole sulla delocalizzazione: sarà necessario un preavviso di tre mesi e obbligatorio un piano per blandire gli esuberi; per chi viola queste procedure sono previste multe raddoppiate.
È da tenere a mente inoltre l’abbassamento del tetto del contante, che riguarderà anche il pagamento degli stipendi. Le somme sopra i 999,99 euro potranno essere corrisposte solo mediante bonifico o altro sistema tracciato; la misura non si applica alle colf. Viene inoltre cancellata l’Irap per 835mila lavoratori autonomi, fra ditte individuali e professionisti.
Diverse misure sono poi previste a sostegno delle famiglie. A partire dall’assegno unico universale per chi ha figli a carico (qui abbiamo visto chi può richiederlo e come). Fra le misure anche sostegni ai genitori lavoratori: nel 2022 si sperimenterà un taglio del 50% dei contributi a carico delle lavoratrici del settore privato diventate madri. Viene inoltre fissato un congedo obbligatorio di 10 giorni per i neo papà, oltre a un giorno di astensione facoltativa (alternativo a quello della madre), entrambi retribuiti al 100%.
Vi sono poi le misure intraprese per il rincaro bollette che come abbiamo visto qui, scatteranno nel primo trimestre del 2022. Parliamo di uno stanziamento di 3,8 miliardi di euro, della rateizzazione concessa a cittadini e imprese (qui) e di una riduzione del 5% dell’Iva sul gas da riscaldamento.
Nel 2022 diventerà effettiva anche la riforma dell’Irpef, ora composta da quattro aliquote (lo abbiamo spiegato qui); i primi effetti saranno tangibili a marzo (con conguaglio dei due mesi precedenti).
A proposito di spese, scenderà al 10% anche l’Iva sugli assorbenti ed è stato rinnovato il bonus decoder (qui spieghiamo chi vi accede e come). È stato inoltre prolungato da due a 6 mesi il pagamento delle cartelle esattoriali notificate nel primo trimestre.
Parliamo poi di pensioni. Quota 100 si trasforma in quota 102: saranno quindi richiesti 64 anni di età e 38 anni di contributi; al contempo, viene però allargato l’Ape social (qui ad esempio si parla di quota 93 per operai edili) e scatterà la perequazione rispetto all’inflazione del 100%. In merito al reddito di cittadinanza abbiamo visto qui le poche novità, che riguardano soprattutto i controlli più serrati e i criteri per mantenere il diritto al sostegno.
La Manovra ha anche rinnovato alcuni bonus edilizi, introducendone di nuovi. La prima novità è il bonus barriere architettoniche al 75% per la costruzione di ascensori o montacarichi. Confermato il bonus facciate, che scende dal 90 al 60% e il bonus mobili, che invece raddoppia il tetto massimo pur rimanendo vincolato al bonus ristrutturazioni (lo abbiamo visto qui).
Rientra fra queste misure anche il bonus verde al 36% per la cura di spazi verdi, balconi e giardini. Per quanto riguarda il Superbonus, abbiamo parlato qui dell’ok in Manovra, che prevede una proroga con graduale diminuzione dei benefici.
Infine, viene prorogata l’agevolazione ai giovani under 36 intenzionati a comprare una casa, che avranno uno sconto sulle tasse; gli under 31 con redditi fino a 15.493 avranno diritto a una detrazione al 20% per l’affitto. È confermato in via strutturale anche il bonus cultura per i 18enni.
di: Marianna MANCINI
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